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October 25 il vuoto della seraE' dal 28 di agosto che non scrivo.
quanto tempo.
non ricordo bene cos'abbia scritto fino al 28 agosto, immagino comunque che in questo lasso di tempo la mia vita sia cambiata, in qualche modo.
eppure, verso sera, c'è sempre il senso di vuoto... Mi sembra di avere una vita vuota. Come se tutto ciò che faccia non abbia alcun fine, se non quello di perpetuare, in un modo o nell'altro, la vita stessa. perché per vivere bisogna pur fare qualcosa, pur senza avere uno scopo.
studio, mangio, vado in palestra, dormo.
oggi per esempio sono uscita. avrei voluto tanto comperare qualcosa di bello, per sentirmi più viva. ho girato per ore e ore, per negozi e negozi, e alla fine non ho comperato nulla. avri voluto andare a cena fuori ma alla fine come sempre sono passata al supermercato, e ho comperato del pollo arrosto e della verdura.
Sono preoccupata. manco dall'Italia da così tanto tempo, non ho nemmeno chissà quanta voglia di rientrare, però tutto quello che sta succedendo mi inquieta, mi fa sentire in un certo senso nel posto sbagliato al momento sbagliato.
E' un Paese in crisi, si aspettano anni durissimi e sempre più gente è in miseria. prima o poi toccherà anche a me, o alle persone che mi sono più vicine, come sta toccando a tanta altra gente che non può pagare più il mutuo della casa, o che si ritrova precaria a 50 anni, con figli disoccupati.
Tutto ciò mi inquieta- e non perché la viva in maniera personale, e sia preoccupata del mio futuro da precaria, del mio futuro senza futuro (queste sono già certezze), ma perché sento che si sta spezzando qualcosa, sento che siamo in un momento fondamentale e io non sono lì.
è il momento forse per fare qualcosa, per cambiare, per cercare di rinnovare il nostro Paese, la nostra gente.
vorrei vivere questo fervore.
ma non mi è dato di farlo se non nel silenzio del mio soggiorno, attaccata al pc.
la Cina è un altro mondo, la Cina vive una realtà per molti versi opposta alla nostra, la Cina non fosse per la pizza e gli spaghetti non saprebbe nemmeno cos'è l'Italia... e parlare dell'Italia a un cinese in cinese non è mai come parlarne come ai vecchi tempi, davanti a un camino, con l'amica più sincera, un bicchiere di vino, del pane e del formaggio...della salsiccia arrosto...con quel fervore, con quella passione di chi vede il mondo andare a rotoli e non sa chiudere gli occhi né sa pensare a lucrare sul mondo che per l'appunto va a rotoli.
le passioni sono dure a morire.
alle volte sento ritornare quella ragazza di una volta. l'ardore. l'inquietudine.
sono inquieta.
ho nell'animo una strana tensione che cerco di scaricare uscendo per strada, camminando, correndo in palestra, facendo qualcosa, insomma, di dinamico e possibilmente faticoso, stremante, ma non mi stremo.
leggo, scrivo, il Rito, la morale, l'ammirazione degli amorali purché fermamente convinti nel portare avanti i propri amorali principi, mi siedo sui banchi di scuola, imparo dialoghi a memoria, traduco di gente che non ho mai guardato negli occhi, e che qualcuno ha dipinto per me, ma non mi stremo.
mi sveglio sempre a qualche ora e zero uno, perché non mi piacciono gli orari pieni e precisi. in questi due giorni mi sono alzata alle otto e trentuno, domani altrettanto, sebbene sia domenica, ma per me non esiste più né sabato né domenica né Natale o Resurrezione. sono tutti carnevali, e tutti uguali, e non mi stremo.
sogno di gatti, una volta, due volte...
ho sempre avuto gatti nella mia vita.
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